Mediterranean & North Africa · 11 Nov 1940 – 12 Nov 1940

Notte di Taranto

Nella notte tra l’11 e il 12 novembre 1940, ventuno biplani Fairey Swordfish della Royal Navy decollarono dalla HMS Illustrious e attaccarono la flotta italiana all’ancora a Taranto, mettendo fuori combattimento tre corazzate al costo di due velivoli.

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Dopo l’ingresso in guerra dell’Italia, nel giugno 1940, la Regia Marina mantenne la propria principale flotta da battaglia nella base navale fortificata di Taranto. In applicazione della strategia della flotta in potenza, sei corazzate italiane, accompagnate da incrociatori e cacciatorpediniere, costituivano una minaccia costante per le rotte dei convogli britannici tra Gibilterra, Malta e Alessandria. Nel tentativo di eliminare questa minaccia di superficie senza rischiare un costoso scontro di flotte contro le fortificazioni costiere, l’ammiraglio Sir Andrew Cunningham riprese i piani operativi prebellici per un attacco aereo con siluri contro la base.

Denominato Operazione Judgement, l’attacco si inserì nei complessi movimenti delle flotte e dei convogli nel Mediterraneo previsti dall’Operazione MB8. I guasti meccanici alla più vecchia portaerei HMS Eagle ne imposero il ritiro, lasciando alla nuova HMS Illustrious il compito di condurre da sola l’incursione, dopo aver imbarcato cinque aerei della Eagle. Ricognitori Martin Maryland della RAF, partiti da Malta, localizzarono le navi da guerra italiane e individuarono gli sbarramenti di palloni frenati a protezione del porto. La sera dell’11 novembre, la Illustrious e gli incrociatori e cacciatorpediniere di scorta raggiunsero le posizioni di lancio nel Mar Ionio, circa 170 miglia nautiche a sud-est di Taranto.

L’attacco si svolse in due ondate. Alle 20:35, la prima ondata di dodici biplani Fairey Swordfish, guidata dal capitano di corvetta Kenneth Williamson, decollò sotto un cielo coperto. Sei velivoli erano armati con siluri dotati di spolette magnetiche Duplex, regolati per passare sotto le reti antisiluro del porto; gli altri trasportavano bombe e bengala illuminanti. Giunti sul golfo di Taranto dopo le 22:30, gli aerei incaricati di lanciare i bengala illuminarono le navi, stagliandole sull’acqua. Nonostante il violento fuoco contraereo di 101 pezzi costieri e delle batterie navali, i siluranti penetrarono nell’ancoraggio del Mar Grande, colpendo una volta la corazzata Conte di Cavour e due volte la corazzata di recente costruzione Littorio. L’aereo di Williamson fu abbattuto nel porto e i due membri dell’equipaggio vennero catturati.

La seconda ondata di nove Swordfish, ridotta a otto dopo che uno ebbe problemi al serbatoio e dovette rientrare, attaccò un’ora più tardi. Guidati dai depositi di carburante in fiamme e dagli incendi precedenti, i siluranti si fecero strada attraverso un intenso fuoco contraereo. Colpirono nuovamente la Littorio con un siluro e centrarono la Caio Duilio. Bombe causarono inoltre danni minori all’incrociatore pesante Trento e alle installazioni costiere; il bilancio fu di uno Swordfish della seconda ondata abbattuto, con la morte di entrambi i membri dell’equipaggio.

Al mattino, gli effetti dell’incursione erano evidenti. La Conte di Cavour si era adagiata sul fondale con i ponti sommersi e non sarebbe mai più rientrata in servizio operativo. La Littorio e la Caio Duilio avevano subito gravi allagamenti e dovettero essere portate all’incaglio per evitarne l’affondamento, rimanendo entrambe fuori combattimento per molti mesi. Il comando della Marina italiana trasferì immediatamente a Napoli le corazzate superstiti, cedendo alla Royal Navy il controllo delle acque centrali del Mediterraneo.

Sources

  1. La Royal Navy lanciò 21 biplani Fairey Swordfish dalla HMS Illustrious contro la flotta italiana a Taranto, mettendo fuori combattimento tre corazzate. — en.wikipedia.org
  2. La prima ondata di 12 Swordfish colpì le corazzate italiane nel Mar Grande, seguita dalla seconda ondata di otto velivoli. — www.nationalww2museum.org
  3. La Conte di Cavour affondò, la Littorio fu colpita da tre siluri e la Caio Duilio venne messa fuori combattimento e portata all’incaglio. — ww2db.com
  4. Il gruppo navale del contrammiraglio Lyster comprendeva la HMS Illustrious, gli incrociatori Berwick, York, Gloucester e Glasgow e alcuni cacciatorpediniere. — military-history.fandom.com
  5. Il 12 novembre le corazzate italiane superstiti lasciarono Taranto dirette a Napoli per evitare nuovi attacchi delle portaerei. — codenames.info