Mediterranean & North Africa · 9 Sept 1943 – 16 Sept 1943
Sbarchi di Salerno
Le forze alleate stabilirono una testa di ponte a Salerno il 9 settembre 1943, la difesero dai contrattacchi tedeschi e costrinsero i tedeschi a ritirarsi dal settore settentrionale entro il 16 settembre.
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L’Operazione Avalanche ebbe inizio prima dell’alba del 9 settembre 1943, quando forze britanniche e statunitensi sbarcarono sulle spiagge intorno al golfo di Salerno. Le forze italiane si erano arrese la sera precedente, ma le truppe tedesche difendevano la zona dello sbarco. Gli Alleati sbarcarono senza un preliminare bombardamento navale o aereo, nella speranza di cogliere il nemico di sorpresa. Ad attenderli vi erano invece artiglieria tedesca, postazioni di mitragliatrici, mine e carri armati; l’avanzata verso l’interno fu lenta.
Il X Corpo britannico (46ª e 56ª Divisione) sbarcò a nord del fiume Sele, mentre il VI Corpo statunitense (36ª Divisione) sbarcò a sud, nei pressi di Paestum. I Rangers statunitensi e i Commandos britannici sbarcarono più a ovest, a Maiori e Vietri sul Mare, per tenere i passi montani in direzione di Napoli. La 16ª Divisione corazzata contrattaccò intorno alle 07:00, ma gli Alleati la respinsero. Al calar della notte, lungo il Sele, i due corpi erano ancora separati da una breccia di circa sette miglia. La 45ª Divisione sbarcò per colmarla e, il 12 settembre, gli artificieri a Bivio Cioffi stabilirono il primo contatto di pattuglia con i britannici. A quel punto la testa di ponte si estendeva lungo circa 35 miglia di costa, da Amalfi ad Agropoli.
Dal 12 al 14 settembre, le forze tedesche lanciarono un contrattacco più massiccio con sei divisioni di truppe motorizzate. L’obiettivo era ricacciare in mare gli Alleati prima che la testa di ponte potesse essere rinforzata e collegata all’VIII Armata britannica in avanzata dalla Calabria. Il colpo principale, il 13 settembre, si sviluppò lungo il corridoio fra i fiumi Sele e Calore, sul confine tra i due corpi, e raggiunse la confluenza dei fiumi, a poche miglia dalle spiagge. I comandanti alleati ritirarono le truppe esposte per accorciare la linea, mentre il fuoco navale e il supporto aereo contribuirono a tenere il perimetro ridotto. Le artiglierie navali appoggiarono le truppe sin dai primi giorni dello sbarco e svolsero un ruolo importante anche nel respingere il grande contrattacco del 13 settembre.
Gli attacchi tedeschi proseguirono il 15 e il 16 settembre, compresa una puntata della 26ª Divisione corazzata, appena giunta, da Battipaglia verso Salerno, ma furono contenuti. La sera del 16 settembre il generale von Vietinghoff, comandante della 10ª Armata tedesca, chiese al feldmaresciallo Kesselring il permesso di interrompere la battaglia; lo stesso giorno, pattuglie della 5ª Divisione dell’VIII Armata entrarono in contatto con la 36ª Divisione. I tedeschi iniziarono a ripiegare il 18 settembre: i mezzi corazzati britannici entrarono a Battipaglia e le truppe statunitensi superarono Altavilla e Persano. I combattimenti avevano assicurato una zona di sbarco per l’avanzata verso Napoli, ma gli sbarchi non avevano ottenuto la sorpresa auspicata dai pianificatori e, durante il contrattacco tedesco, la testa di ponte aveva rischiato di essere sopraffatta.
Le cifre delle perdite riportate variavano a seconda dei criteri adottati. Per l’Operazione Avalanche, una fonte indicava perdite alleate pari a 2,149 morti, 7,365 feriti e 4,099 dispersi, e perdite tedesche pari a 840 morti, 2,002 feriti e 603 dispersi. Queste cifre riguardavano l’operazione, non tutte le forze coinvolte nella più ampia invasione dell’Italia. In questa ricostruzione la battaglia si concluse il 16 settembre, sebbene alcune fonti indichino per l’operazione le date più ampie del 9–17 settembre.