Pacific · 20 Oct 1944 – 31 Dec 1944

Leyte e golfo di Leyte

Le forze alleate sbarcarono a Leyte il 20 ottobre 1944, sconfissero il contrattacco navale giapponese nel golfo di Leyte e posero fine alla resistenza organizzata giapponese sull’isola entro la fine di dicembre.

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Le forze alleate iniziarono a sbarcare sulla costa orientale di Leyte il 20 ottobre 1944, dopo operazioni preliminari condotte da squadre di demolizione subacquea e ricognizione. Le unità della Sesta Armata sbarcarono nei pressi di Tacloban e Dulag, dove incontrarono scarsa resistenza. I giapponesi avevano scelto di difendere posizioni più all’interno, fuori dalla portata del tiro navale. Alla fine del primo giorno erano sbarcati oltre 130,000 soldati alleati. La conquista di Leyte offrì un punto d’appoggio nelle Filippine centrali e minacciò le rotte di rifornimento giapponesi attraverso l’arcipelago. [1][4][8]

L’Operazione Shō-Go portò diverse forze navali giapponesi verso il golfo di Leyte. Il 23 ottobre, sommergibili statunitensi attaccarono la Forza centrale nel Passaggio di Palawan, affondando gli incrociatori pesanti *Atago* e *Maya* e danneggiando il *Takao*. Il 24 ottobre, gli aerei imbarcati sulle portaerei statunitensi colpirono la Forza centrale nel mare di Sibuyan e affondarono la corazzata *Musashi*. Nonostante gli attacchi, la formazione giapponese proseguì verso lo stretto di San Bernardino. [2][4]

Nella notte tra il 24 e il 25 ottobre, le forze della Settima Flotta statunitense sconfissero la Forza meridionale giapponese nello stretto di Surigao. Nel frattempo, la Forza settentrionale giapponese attirò lontano dal golfo di Leyte la Terza Flotta dell’ammiraglio William Halsey. Il 25 ottobre, la Forza centrale attraversò lo stretto di San Bernardino e raggiunse le acque al largo di Samar. I gruppi di portaerei di scorta statunitensi e le navi di supporto affrontarono la più potente formazione giapponese; i giapponesi si ritirarono invece di proseguire verso la zona degli sbarchi. Gli aerei imbarcati statunitensi attaccarono la Forza settentrionale al largo di capo Engaño. Entro il 26 ottobre, l’operazione navale giapponese era stata respinta. [2][3][4]

I combattimenti terrestri proseguirono anche dopo gli scontri navali. Il X e il XXIV Corpo della Sesta Armata avanzarono attraverso Leyte contro la 35ª Armata giapponese, mentre i guerriglieri filippini appoggiavano le operazioni alleate. Le montagne, le strade e il terreno impervio dell’isola prolungarono la campagna oltre la conquista delle teste di ponte. La resistenza organizzata giapponese a Leyte cessò alla fine di dicembre, anche se le attività di guerriglia continuarono in seguito. [1][3][8]

La campagna assicurò Leyte agli Alleati e inflisse gravi perdite alla flotta giapponese superstite. La fonte relativa alla battaglia terrestre di Leyte riportava 3,504 alleati uccisi, 11,991 feriti e 183 dispersi, oltre a 65,000 giapponesi morti e 714–828 catturati. Una stima distinta per la battaglia navale indicava circa 3,000 alleati e 12,000 giapponesi uccisi. Questi totali riguardano fasi diverse dei combattimenti e non vanno considerati un unico bilancio delle perdite compilato in modo uniforme. [1][3]

Sources

  1. Invasione di Leyte, formazioni terrestri partecipanti, esito e perdite della campagna. — en.wikipedia.org
  2. Piano navale giapponese e principali scontri del golfo di Leyte. — www.history.navy.mil
  3. Date, comandanti, belligeranti e stime delle perdite navali della battaglia del golfo di Leyte. — en.wikipedia.org
  4. Sbarchi a Leyte e successione degli scontri navali. — www.britannica.com
  5. Operazione King II, tempi dell’invasione e prolungati combattimenti terrestri a Leyte. — www.emersonkent.com
  6. Linee del fronte per data, campagna della valle di Ormoc e fine della resistenza organizzata; mappe 5-8, 12, 16, 21. — www.ibiblio.org