Eastern Front · 22 Jun 1944 – 19 Aug 1944
Operazione Bagration
Dal 22 giugno al 19 agosto 1944, quattro fronti sovietici sconfissero il Gruppo d’armate Centro, riconquistarono Minsk e avanzarono attraverso la Lituania e la Bielorussia fino alla Polonia orientale.
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L’Operazione Bagration fu l’offensiva estiva sovietica contro il Gruppo d’armate Centro tedesco in Bielorussia. Si svolse dal 22 giugno al 19 agosto 1944. Gli obiettivi sovietici erano sfondare la linea tedesca, accerchiare le armate da campo e avanzare verso ovest. All’offensiva parteciparono quattro fronti sovietici; le forze tedesche comprendevano la 3ª Armata corazzata, la 4ª Armata, la 9ª Armata e la 2ª Armata. Le misure sovietiche di disinformazione contribuirono a convincere il comando tedesco che l’attacco principale sarebbe stato sferrato più a sud, mentre il Gruppo d’armate Centro era privo di riserve mobili consistenti. Ai comandanti tedeschi era stato inoltre negato il permesso di ritirarsi su linee difensive più corte. [1][5]
Gli attacchi partigiani alle ferrovie iniziarono prima dell’offensiva principale. Gli attacchi sovietici presero avvio il 22 giugno, mentre l’assalto principale cominciò il 23 giugno. A nord, il 1º Fronte baltico e il 3º Fronte bielorusso attaccarono nella zona di Vitebsk e sfondarono le difese tedesche. Altre forze sovietiche avanzarono in direzione di Orsha, Mogilev e Bobruisk. Il 2º Fronte bielorusso tenne impegnate le forze tedesche nel settore centrale mentre i fronti sui fianchi proseguivano l’avanzata. Entro il 28 giugno, la resistenza tedesca intorno a Vitebsk era crollata, la 9ª Armata era stata annientata nella zona di Bobruisk e la 4ª Armata si ritirava verso la Beresina, dove in seguito la maggior parte delle sue forze rimase intrappolata a est di Minsk. [1][3][5]
Le forze sovietiche sfruttarono quindi le brecce per avanzare verso Minsk. Accerchiarono le formazioni tedesche a est della città e Minsk fu liberata il 3 luglio. Le perdite furono ingenti: le fonti sovietiche riferirono un alto numero di tedeschi morti, dispersi e catturati, mentre altre stime conteggiarono insieme morti, feriti, dispersi e prigionieri. Le stime delle perdite tedesche variano ampiamente, da circa 300,000 a 670,000. Anche le perdite sovietiche furono pesanti: le stime includono circa 180,000 morti o dispersi e oltre mezzo milione di feriti o malati. Poiché le cifre conteggiavano categorie diverse, non rappresentano valori direttamente comparabili. [1][4][6]
Dopo la caduta di Minsk, l’offensiva proseguì oltre la Bielorussia. L’avanzata sovietica raggiunse la Lituania e la Polonia orientale, mentre le forze tedesche si ritiravano e cercavano di stabilire una nuova linea. Il Gruppo d’armate Centro era stato ridotto a una frazione della sua consistenza iniziale; secondo una ricostruzione, 28 delle sue 34 divisioni erano state distrutte. Entro il 19 agosto, le forze sovietiche avevano raggiunto la Vistola e costituito teste di ponte a Magnuszew e Puławy, a sud di Varsavia; si trovavano sugli accessi orientali a Varsavia e al confine della Prussia orientale, e dal 31 luglio erano attestate sul Golfo di Riga, a ovest di Riga, benché l’avanzata avesse rallentato e fossero iniziati i contrattacchi tedeschi. [1][6][9]
Il risultato fu una vittoria sovietica e la riconquista dell’intera RSS Bielorussa, della maggior parte della Lituania e di una testa di ponte nella Polonia orientale. Bagration costrinse inoltre la Germania a distogliere riserve da altri settori, mentre l’avanzata sovietica creò le condizioni per ulteriori operazioni verso ovest. Le sofferenze della popolazione civile furono enormi: in Bielorussia occupata le truppe sovietiche si imbatterono in prove di massacri di massa e devastazioni. Le fonti citate non forniscono una stima attendibile delle vittime civili specificamente attribuibili all’operazione. [1][4][5]